Claudicatio intermittens

INTRODUZIONE

Da tempo mi occupo di informazione biomedica per conto della mia ASL, cercando di guardare questa informazione senza pregiudizi, ma con un occhio critico nei confronti di certa informazione visibilmente piegata ad interessi economici.
Ho anche letto di recente i preoccupanti contributi su riviste o in Congressi scientifici del Dott. Richard Horton e John Joannidis a cui, con il Collega Valerio Gennaro, abbiamo dedicato un lavoro specifico
Un aspetto che mi sta molto a cuore è quello della prevenzione cardiovascolare e dell'ipercolesterolemia.
Il primo dato che propongo è il concetto di "normale".
Tutti noi medici sappiamo che il valore massimo considerato normale del colesterolo totale, indicato in 200 mg/dL, è frutto di un colossale conflitto di interessi intervenuto nel 2004. Il fatto che questo evento, non basato su alcuna evidenza clinica, sia stato smascherato da importanti editorialisti e ricercatori delle più importanti riviste scientifiche negli anni successivi, non ha impedito a centinaia di milioni di Soggetti di diventare "malati" e le statine di diventare il farmaco più usato nel Mondo.

MATERIALI E METODI

Questo lavoro presenta il caso di un Paziente di razza caucasica, di 64 anni, con claudicatio intermittens.

Quando giunge alla mia osservazione ha una autonomia di 300 metri.

Percorsa questa distanza il dolore ai polpacci lo costringe a fermarsi.

Del resto l’ecodoppler fatto eseguire dal curante ha dimostrato arterie rigide e infiltrate di calcio ed alcuni trombi occludono i vasi principali.

Imposto una ciclo di terapia infusionale con dieci flebo, somministrate a giorni alterni, contenenti esafosfina, glutatione, carnitene, ademetionina, mefolinato di calcio e vitamina C 10 in flaconi da 10 grammi.

A questo aggiungo due integratori da assumere per via orale: Lisina e Prolina, 200 mg x 2 volte al dì

Questa terapia è ispirata ai principi delle PsicoNeuro Endocrino Immunologia ai quali mi ha introdotto il mio Maestro Dott. Emanuele Ugo D’Abramo, le cui intuizioni terapeutiche sto portando avanti

Il colesterolo totale si è abbassato alla fine del primo ciclo di cure.

 

RISULTATI

Dopo un mese di terapia il Paziente riesce a camminare per 3 Km e il dolore non compare ed eseguirà ecodoppler tra 6 mesi.

 

CONCLUSIONI

Il risultato Questo suggerisce la stimolante idea che la strada per combattere l’aterosclerosi possa essere diversa da quella che propone l’abbassamento dei livelli di colesterolo e meno costosa dei farmaci come le statine, in grado di ridurre il danno vascolare.

Questi risultati concordano con ampie statistiche di ricercatori soprattutto statunitensi e sono in armonia con le ricerche sul sub-scorbuto del Dott. Pauling prima, e del Dott. Rath, poi.
Le deduzioni a cui sono giunto, ma anche certe informazioni, mi portano a pensare che l'ipercolesterolemia non sia la causa del danno vascolare, ma ne sia la conseguenza.
Se, come molti studi paiono confermare, è messo in dubbio che l'ipercolesterolemia sia fattore di rischio cardiovascolare, esistono strade diverse, più efficaci e meno costose per ridurre tale rischio e la mortalità.
Se è vero che 8 infarti miocardici su 10 colpiscano Persone con colesterolo normale, la ricerca deve rivolgersi in altre direzioni. Io ne propongo una possibile.

BIBLIOGRAFIA

 

Rath M. “Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci e gli uomini sì”, Health Foundation Dr. Rath, 2° edizione, 2010

Atti 88° CONGRESSO NAZIONALE SIBS - Genova 11 e 12 dicembre 2016