Il paradigma medico

La Scuola Medica privilegia lo studio delle malattie: l’etiologia, cioè le cause, e la fisiopatologia, cioè come le cause incidono sull’organismo, ammalandolo. Oggi noi Medici dovremmo migliorare il nostro paradigma.

Mi spiego: se uno studio epidemiologico mi dice che su 100 fumatori, 30 svilupperanno un tumore polmonare, io Medico vorrei capire perché gli altri 70 sono rimasti sani. Capire questo significa dare una chance in più di guarire a chi s'è invece ammalato.

Già oggi è possibile, applicando questo paradigma, curare meglio le malattie.

Il metodo sviluppato dal Dott. D'Abramo, come altri per altre vie, dimostrano che potenziando le difese è possibile guarire o limitare i danni di malattie giudicate incurabili o che danno parecchio filo da torcere al Medico e, ancora di più, al Paziente.

Un grammo al giorno di acido ascorbico e non prendete il raffreddore.

Qualcuno ha definito questa Cura di cui parliamo "dolce", perché non dà effetti collaterali, se correttamente personalizzata.

Già oggi è possibile, applicando questo paradigma - nel rispetto delle evidenze scientifiche basate su metodologie di ricerca corrette - guarire meglio le malattie, anche quelle giudicate "incurabili". Non mi riferisco solo alle neoplasie: aterosclerosi, malattie degenerative, malattie immunitarie... l'elenco è lungo.

Le basi scientifiche che stanno a fondamento di questo nuovo modo di essere Medico, ancorano le proprie radici nella PsicoNeuro Endocrino Immunologia, disciplina poco conosciuta, anche se molti Medici ne applicano i princìpi senza sapere di muoversi in questo ambito. "F. Bottaccioli - PSICONEURO ENDOCRINO IMMUNOLOGIA, Red. Edizioni" è il testo di riferimento che non dovrebbe mancare nella libreria di ogni Medico e Studente. E' questa scienza che dà risposte a molte domande che i Medici da tempo si pongono.

A noi Medici hanno spiegato per anni, sui banchi dell'Ateneo che "esiste il Malato e non la malattia". Sono d'accordo con Lei, caro Professore. 

Noi oggi vogliamo essere quei Medici che curano il Malato e non la malattia.

Per rispetto dei suoi insegnamenti, ma, soprattutto per rispetto del Paziente, unico al quale, scegliendo questa missione, abbiamo giurato fedeltà.

In scienza e coscienza.