Sembra un miracolo

Alla metà di febbraio 2015 Giuseppe (medico) era dato per spacciato. Mandatelo in un hospice, avevano sentenziato i suoi amici e/o colleghi medici che lo curavano. Il tumore al polmone infatti era leggermente aumentato e aveva infiltrato il cuore (e lui è anche cardiopatico) e non c'era altro da fare che constatare il progressivo peggioramento e vederlo morire. Vado a trovarlo il 16, vive con la bombola di ossigeno giorno e notte, parla lentamente e a fatica, e si muove pochissimo. Su mio suggerimento inizia la cura D'Abramo (prescritta dal dottor Roberto Santi ). La prima infusione la fa il 18 febbraio. Inizia progressivamente a migliorare. Giorno per giorno fa lenti ma visibili miglioramenti e in questi giorni ha ripreso a lavorare. Il timbro di voce è tornato normale, ha ripreso gran parte delle energie. Non male per uno che doveva morire giorni fa.

Paolo Franceschetti